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Rally dell’oro 2025: il prezzo vola ai massimi e punta verso i $4.000?
Il mercato dei metalli preziosi torna protagonista, guidato dall’oro che aggiorna i propri record storici. Ma quali sono i fattori che stanno spingendo sempre più investitori verso il metallo giallo?
S
ettembre si conferma un mese favorevole per l’oro, che con il recente rialzo ha superato i massimi di area $3.500/oz toccati lo scorso aprile. La vera domanda, tuttavia, è cosa stia sostenendo questa corsa ai nuovi livelli.
Tutto ha avuto inizio dopo il meeting di Jackson Hole, quando il presidente della Federal Reserve ha mostrato un atteggiamento più flessibile in merito a un possibile taglio dei tassi d’interesse negli Stati Uniti. Secondo il FedWatch Tool del CME, la riduzione potrebbe essere di circa 25 punti base, con una probabilità stimata all’87%.

"Questa prospettiva ha indebolito il dollaro statunitense, favorendo ulteriormente l’ascesa dell’oro."
A ciò si aggiungono i crescenti dubbi sull’autonomia della Federal Reserve, emersi in seguito alle vicende che hanno coinvolto la governatrice Lisa Cook, elemento che rappresenta un ulteriore freno per l’USD. Parallelamente, i rinnovati timori geopolitici, dall’attacco russo in Ucraina alla nuova escalation del conflitto israelo-palestinese, hanno rafforzato il ruolo dell’oro come bene rifugio. Nonostante ciò, le condizioni di leggero ipercomprato sui grafici di breve periodo invitano alla prudenza, in attesa dei prossimi dati macroeconomici americani.
Chi alimenta il rally di oro e argento?
La domanda sostenuta dalle banche centrali e l’interesse degli investitori, evidenziato dagli afflussi negli ETF basati sull’oro fisico, sono i motori principali. Emblematico è il caso della Cina, che dal 2023 ha intensificato in modo significativo gli acquisti, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal dollaro e rafforzare le proprie riserve in linea con il ruolo di seconda economia mondiale.
Non a caso, l’incremento degli acquisti cinesi coincide con il rally iniziato nel 2023 e proseguito fino al 2025, che ha portato i prezzi a rinnovare i massimi proprio in queste settimane. Allo stesso tempo, diversi paesi emergenti stanno cercando di diversificare le proprie riserve, anche a seguito delle sanzioni occidentali che nel 2022 hanno congelato circa metà delle riserve in valuta estera della Russia.
Secondo il World Gold Council, i dati ufficiali riportati al Fondo Monetario Internazionale rappresentano soltanto il 34% della domanda totale stimata di oro da parte delle banche centrali nel 2024. Tra il 2022 e il 2025, queste istituzioni hanno contribuito per il 23% alla domanda complessiva, un valore pari al doppio della media osservata tra il 2010 e il 2021.
Accanto all’oro, anche l’argento segna un’accelerazione, superando i livelli raggiunti nel 1980 e confermando ulteriormente la perdita di valore delle valute fiat. L’oro, del resto, ha già superato l’euro come seconda valuta di riserva globale, mentre le banche centrali continuano ad accrescere le proprie riserve auree. L’argento, che da millenni accompagna l’oro come strumento di scambio e riserva di valore, con un nuovo massimo non farà che amplificare il declino delle valute a corso legale, fondate esclusivamente sulla fiducia nei governi e nei loro titoli di debito.
"In un mondo dove le valute fiat perdono valore, l’oro e l’argento continuano a rappresentare la vera misura della fiducia e della stabilità dei mercati."

Carlo Vallotto
Esperto in mercati dei metalli preziosi
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